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William Duvall of Alice In Chains
09
Apr
2020

William Duvall of Alice In Chains

William Duvall, cantante e chitarrista dal 2006 della band grunge ALICE IN CHAINS, dopo i tre splendidi albums che hanno riportato in auge la famosa band di Seattle, lascia le spoglie del rocker d’assalto e assumendo toni intimisti esordisce con il suo primo album solista intitolato “One Alone”.

A supporto dell’album, William Duvall, intraprendera’ un tour mondiale che lo vedra’ esibirisi anche sul palco del Fabrik il 09 Aprile! Il live set sara’ composto da brani dell’album solista e degli Alice In Chains!

Biglietti in prevendita € 20,00

Biglietti in cassa € 25,00

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William Duvall è entrato nell’universo Alice In Chains in punta di piedi, senza annunci e clamori, conquistando il suo posto non solo grazie ad un innegabile talento ma soprattutto con umiltà e dedizione. E’ arrivato il suo momento e le parole scelte per il titolo dell’album denotano l’intento di creare una parentesi al contesto per il quale lo conosciamo, questa volta, da solo’. “One Alone”. La scelta stilistica è quella del contrasto totale ai suoni a cui siamo abituati, puntando su un suono acustico e scarno. La sua voce è finalmente protagonista, libera dalle svariate sovraincisioni e voli pindarici armonici tipici dell’AIC sound e soprattutto libera dall’ingombro della voce di Jerry Cantrell. Sembra quasi una registrazione in presa diretta quella che regala perle come il singolo “Til The Light Guides Me Home”, o la bellissima “The Veil Of All My Fears”, forse il miglior episodio dell’album. L’unico richiamo al mood Alice In Chains lo abbiamo nell’oscura “3 Wishes”, mentre sorprende l’intenzione di DuVall di rispolverare alcuni tra i migliori episodi della sua esperienza come frontman del gruppo Comes With The Fall, risalente al periodo precedente all’entrata nella band di supporto alla carriera solista di Cantrell nel 2002 e alla successiva e naturale promozione a frontman del maingroup. Sono “White Hot”, “So Cruel”, “Smoke and Mirrors” e “Still Got a Hold in My Heart”. Molto intense anche “Chains Around My Heart” e “Waiting Out the Breakdown”.

In questa veste così scarna, solo con una chitarra acustica e voce, si perdono molti strumenti per suggerire all’ascoltatore emozioni, scale emotive e incrementi di tensione. Non ci sono esplosioni ritmiche, distorsioni di chitarra che dettano tempi e sentimenti musicali. Così è molto più ardua l’impresa di comunicare qualcosa ma se si ha il talento e la capacità di farlo, quello che hai da dire penetra molto più in profondità. Perché chi ti ascolta è lì con te e siete soli, l’uno per l’altro. Ci vuole coraggio e sensibilità, e di questo William DuVall ha già dimostrato di averne in quantità.